20. Sep, 2020

Papa Francesco: la tecnocrazia ha fallito, solidarietà antidoto all'egoismo

La pandemia «ha messo in crisi la scala di valori che pone al vertice il denaro e il potere e ha riproposto fatiche e gioie delle relazioni». Anche la scienza e la tecnica hanno mostrato i loro limiti e «non sono bastate» da sole a contrastare l’emergenza coronavirus, il fattore umano è stato quello determinante. «L’elemento decisivo è stato il surplus di generosità e coraggio, messo in atto da tante persone» ha detto Bergoglio. Che ha poi lanciato un appello a riflettere sul fallimento del «del paradigma tecnocratico come unico o prevalente ai approccio ai problemi». Quello della tecnocrazia è un «paradigma improntato alla logica del dominio sulle cose» ha ricordato il Papa, nel falso presupposto che «esista una quantità illimitata di energia e di mezzi utilizzabili, che la loro immediata rigenerazione sia possibile e che gli effetti negativi delle manipolazioni della natura possano essere facilmente assorbiti».Alla luce di quanto accaduto però «è necessario un cambiamento di mentalità che allarghi lo sguardo e orienti la tecnica, mettendola al servizio di un altro tipo di modello di sviluppo, più sano, più umano, più sociale e più integrale». È arrivato il momento, secondo Bergoglio – di promuovere un "discernimento" basato su due elementi principali. Da una parte una "conversione ecologica" che implichi il «rallentamento del ritmo disumano di consumo e produzione, per imparare a comprendere e a contemplare la natura», dall’altra la "creatività" per forgiare «percorsi nuovi e originali per il bene comune».